MARCO NEREO ROTELLI | Luce Veneta | Museo di Castelvecchio, Verona

LUCE VENETA

MUSEO DI CASTELVECCHIO, 16 MAGGIO 2014, ORE 21.00

Installazione luminosa di MARCO NEREO ROTELLI

Musiche inedite di PAOLO FRESU

Intervento del poeta LORETTO RAFANELLI

Con lettura di poesie di ANDREA ZANZOTTO

Direzione artistica di MANON COMERIO

L’installazione luminosa di Marco Nereo Rotelli, con la direzione artistica di Manon Comerio, è pensata come un viaggio nel mondo di Carlo Scarpa partendo dai suoi schizzi: la relazione tra forma architettonica ed idea diventa l’incipit di tutta l’opera luminosa. Potremmo dire che, come scrive Carlo Scarpa “l’architettura, che noi vorremmo essere poesia, dovrebbe chiamarsi armonia, come un bellissimo viso di donna”. Un messaggio diretto e bellissimo che esprime il concetto di bellezza attraverso la metafora del viso.

Tutto il percorso artistico di Marco Nereo Rotelli ha come soggetto ed oggetto della rappresentazione la luce. È la luce che fonde i linguaggi differenti che egli utilizza, è la luce che rende visibile l’iconografia poetica che egli crea. Ho seguito negli anni il suo lavoro. Ho visto la sua grande installazione luminosa al Petit Palais che inaugurava l’autunno culturale parigino, la sua grande mostra a Palazzo Reale di Milano nel 2010 e a Chicago al Field Museum nel 2013 e poi tanti altri eventi, esposizioni, incontri. La sua attività è incessante e si discosta dal lavoro a cui usualmente un artista si dedica. Potrei definire il suo lavoro una progettualità creativa che negli anni lo ha portato ad attraversare il campo della filosofia, del cinema, dell’architettura (una delle sue ultime installazione è stata realizzata per l’inaugurazione del nuovo edificio di Renzo Piano a Genova) e poi, certamente, della poesia che è il vero motore del suo fare. Sono molte le sue collaborazioni con grandi poeti, da Adonis al cinese Yang Lian (con il quale sta realizzando un progetto a Yangzhou, Cina) a Edoardo Sanguineti e significativi sono i testi che loro hanno scritto sul suo lavoro e sul rapporto interlinguistico che egli mette in atto. Non pensiamo, però, che questo profondo e semantico viaggio tra i linguaggi dell’arte, fatto di sconfinamenti ed intrecci, sia dettato da armonici accoppiamenti. Rotelli sa che ogni linguaggio è di per sé intraducibile e dunque molto spesso la visione delle sue opere non induce lo sguardo ad accomodarsi agevolmente nella visione, ma piuttosto egli lo scomoda e ci induce a cercare oltre. Ma non è forse la ricerca di questo “oltre” il vero compito dell’arte? L’arte, ricordando un concetto caro a Shakespeare, non è un mezzo ma un fine: la vita può essere vista diversa/mente, fuori dagli schemi che ogni tempo impone, compreso quello della categoria della bellezza.

Marco Nereo Rotelli, dopo la presentazione della sua cartella grafica con un testo di Massimo Cacciari e una poesia di Mario Luzi alla Giornata mondiale della Poesia indetta nella Sala Maffeiana dall’Accademia Mondiale della Poesia, torna a Verona, per la Notte dei Musei 2014, nella prestigiosa sede del Museo di Castelvecchio con un’installazione luminosa inedita dal titolo Luce Veneta. L’artista veneziano intreccerà i segni degli schizzi di Carlo Scarpa con il “filo” delle parole del poeta Andrea Zanzotto: segno scritto e disegno “abiteranno” le mura del museo trasformandolo in una pagina di poesia. La proiezione luminosa sarà accompagnata dalla musica della tromba di Paolo Fresu e dalla lettura del poeta Loretto Rafanelli che interverrà in scena leggendo versi di Andrea Zanzotto. L’idea del segno/di-segno caratterizzerà anche la perfomance dal titolo Pergamene poetiche in cui Rotelli donerà al pubblico pergamene in carta riciclata che riporteranno poesie e schizzi caratteristici dell’installazione luminosa.

Manon Comerio