LOVE ME! Scultura di Piera Legnaghi | Corte Mercato Vecchio, Verona

LOVE ME!
Scultura di Piera Legnaghi

presentazione a cura di Maria Teresa Ferrari

un progetto di Manon Comerio

Inaugurazione Venerdì 10 febbraio 2017 ore 19.00

Corte Mercato Vecchio, Verona

Love Me!

È un cuore capiente, ricco di amore da spandere
e di speranza da elargire.
Ogni suo battito è un’emozione, la nostra.
Love Me!

pum pum pum pum pum pum

Ascolto il mio cuore che batte, che pulsa, che vive.
Mi lascio cullare da questo battito e sfilano dentro di me particelle di vita.
Perché in quel pum pum pum pum, c’è tutto, tutto quello che siamo, tutto quello che vediamo, sentiamo, gustiamo, tocchiamo, annusiamo. In quel battito ci sono il cielo, il mare, la natura, c’è l’universo intero.

Ci sono io. Ci siamo noi.
Verona è un cuore che pulsa d’amore, perché così ha voluto Shakespeare.

Verona irradia amore nei luoghi dove si è consumata la tragedia di Giulietta e Romeo. Un amore senza tempo. Quel cuore aperto, accogliente, realizzato dall’artista Piera Legnaghi, che incontriamo fuori dalla Tomba di Giulietta, ci ricorda che lì non c’è morte ma solo amore eterno. È un cuore libero il cui battito vola come una nota su un pentagramma. È forza e insieme leggerezza, raccolta in due semplici lamine incurvate, realizzate in acciaio verniciato di rosso. “Dall’amore diviso di Giulietta e Romeo a un messaggio di amore universale. Il cuore aperto – scrive la scultrice – è simbolo di amore, di pace, di solidarietà e tolleranza rivolti al mondo”. Da oggi quel battito si fonde con un altro battito, generato da un altro cuore, realizzato sempre da Piera Legnaghi, che pulsa nel centro di Verona. Sembra nato da un soffio, da quell”Elan vital”, energia vitale, tesa a emanarsi, effondersi, espandersi, incrementarsi in poche linee armoniose. Minimale, dinamica e sospinta da una forza magnetica, l’opera diventa sempre più intangibile, come una liberazione della materia da se stessa. Vuoto e pieno convivono in una danza d’amore.
Qui, più che mai, l’arte di Piera Legnaghi è relazione, sia nel suo farsi sia nel sentimento di socialità, caratteristica della sua ricerca creativa. Relazione con lo spazio, con l’ambiente, con le persone, con se stessa.
LOVE ME! racconta di una temporalità eterna, di un cosmo centripeto, pulsa grazie alla partecipazione, anche fisica, dello spettatore che può muoversi nella scultura.  Toccandola, abbracciandola con lo sguardo, vivendola, non si è più spettatori ma si diventa artefici dell’opera e così i suoi battiti diventano i nostri. È un cuore in divenire che raccoglie le emozioni di chi l’“abiterà”. Anche solo per pochi attimi. Come ricorda Khalil Gibran ne Il Profeta: “Il vostro cuore conosce in silenzio i segreti dei giorni e delle notti. Ma l’orecchio anela ad ascoltare la voce della conoscenza nei vostri cuori”.
Non sfida lo spazio, la scultura di Piera, ma lo accarezza e gioca col movimento e col tempo, perché vibra sulla memoria stratificata della storia del luogo che la circonda, relazionandosi con ognuno di noi.
Come tutti i lavori di Piera Legnaghi, LOVE ME! esalta un’idea, un’emozione, che ritroviamo anche in piccole dimensioni, come nelle creazioni di gioielli che riprendono alcune delle sue forme scultoree, in questo caso il cuore, o in accattivanti sperimentazioni, come il cappello d’artista che nascerà per l’occasione.
In quella culla degli affetti, dei sentimenti e delle emozioni, parte più intima dell’animo, proprio lì, dentro quel cuore (dal latino cŏr) da vivere, vi è la nostra memoria. Il ricordo richiama qualcosa che non è più qui o non è più adesso, ma che, tornando nel cuore, rivive offrendoci un dono immenso, quello di consultare il passato, di interrogarlo, per capire e comprendere le ombre nei loro sconfinati orizzonti di senso
Il cuore di Piera chiede di più. Ci invita a sottrarci agli avvenimenti di ogni giorno e ad aprirci agli altri nella dedizione e nella solidarietà, per essere capaci di cura e di responsabilità, nel presente e nel futuro. L’amore si arricchisce di significati e di innumerevoli riflessi, si veste di gioia, di emozione luminosa quando incontra, durante il cammino della vita, l’Infinito che sorregge, amplifica e compenetra l’amore terreno. “Dov’è il tuo tesoro, lì è il tuo cuore” (Matteo 6, 21). Il nostro cuore è fatto per l’infinito e per l’evangelista solo il divino può davvero colmarlo.

Quante cose può essere un cuore? Tutte le cose che vogliamo che sia.

Per scoprirle seguiamo il consiglio di Etty Hillesum: “Vivere così completamente, con ogni battito del cuore, in questo adesso ricco e privato”.

Maria Teresa Ferrari, gennaio 2017